Una montagna gourmet

In scena la prossima estate in uno degli ultimi paradisi incontaminati dell’enogastronomia, la Valle d’Aosta
L’ormai tradizione versione estiva di Saveurs en Musique torna dal 6 luglio al 31 agosto per sette venerdì di cucina, vino, musica e territori narrati da un’attrice. Da non perdere nemmeno i nuovi laboratori gastronomici: uno per piccoli aspiranti agricoltori, uno per chef curiosi e uno per wine lover.
Ecco tutta la magia di una regione dalle tradizioni millenarie, dove montagna non vuol dire solo prati e pascoli verdi, vette da scalare, camminate ritempranti e aria buona da respirare.

Salubre, sana, ritemprante. La montagna d’estate è vista così: un paradiso di tranquillità, in cui rifugiarsi dalla calura estiva, in cui concedere al corpo aria buona e all’anima quel relax che solo il verde della natura può dare. Ma in Valle d’Aosta quest’anno la montagna sarà buona non solo per questo.

Partiamo con Saveurs en Musique, che dal 6 luglio al 31 agosto torna nell’ormai tradizionale edizione estiva di una kermesse culinaria, narrativa e musicale che disegna un tour enogastronomico e culturale davvero da non perdere per assaggiare un pezzo di Valle d’Aosta che non ti aspetti (vi conquisterà).

Per sette venerdì consecutivi, con inizio alle 20.30, in alcuni ristoranti che hanno ottenuto il contrassegno di qualità “Saveurs du Val d’Aoste” andranno in scena menu ad hoc che porteranno all’attenzione alcune tra le ricette più tipiche della tradizione, condite con un pizzico di creatività e con alcuni dei più buoni prodotti dell’agroalimentare artigianale valdostano. In abbinamento, i vini locali – frutto di una viticoltura di montagna tanto antica quanto estrema – le cui caratteristiche saranno illustrate direttamente da chi li produce. Il tutto accompagnato da intermezzi di musica e di storie: brani rivisitati della musica tradizionale valdostana e monologhi teatrali che raccontano la magia di luoghi e sapori di questa piccola terra incantata. La quota di partecipazione di ogni serata è di 40 euro (tutto compreso). Ogni venerdì sarà affrontato un tema differente tra formaggi vaccini e caprini, ortaggi, piccoli frutti, pane e dolci e carne valdostana. Informazioni e prenotazioni obbligatorie presso tutti gli Uffici del Turismo (Tel. 0165.236627-www.lovevda.it).


Poi ci saranno gli Atelier e Laboratori, tre distinte offerte per saziare l’appetito di altrettanti target.

1. AAA Piccoli agricoltori cercasi – Atelier e laboratori per bambini e ragazzi andrà a caccia di piccoli aspiranti chef e agricoltori. Tra giugno e agosto un programma fitto di attività consentirà di imparare a mungere, a portare le mucche al pascolo, a seminare un orto e perché no, anche a gestire i piccoli animali da cortile, si scopriranno tutti i segreti delle erbe di montagna, e si prenderà anche qualche lezione di cucina, per tornare a casa e stupire mamma e papà con qualche prodigio culinario.

Ecco il calendario delle attività:

A tutto campo

giovedì 28 giugno  Gli animali del cortile Pollein Fattoria didattica La Reina

sabato 30 giugno I lavori di giugno Morgex Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle

domenica 8 luglio La fienagione Cogne Azienda agricola Pra Su Piaz di Jeantet Bruno

sabato 14 luglio Un piccolo seme oggi… Nus Fattoria didattica Genuinus

lunedì 16 luglio L’orto in montagna Torgnon Fattoria didattica Boule de neige
lunedì 23 luglio Le erbe aromatiche Ayas Azienda agricola Artemisia

martedì 24 luglio Le erbe aromatiche Champorcher Azienda agricola Montiflor

mercoledì 25 luglio Mettiamo in campo il patois! Saint-Nicolas Centre d’études René Willien

venerdì 27 luglio L’orto in montagna Saint-Vincent Azienda Michael Carlon

martedì 31 luglio La coltivazione dei lamponi Courmayeur Fattoria didattica Le Rêve

lunedì 6 agosto “Mela-gioco” Antey-Saint-André Agriturismo Au Jardin Fleuri

giovedì 9 agosto Piccole ricette con i prodotti dell’orto Nus Fattoria didattica Maison Rosset

venerdì 10 agosto Gli animali del cortile Valtournenche Agriturismo La Pera Doussa

sabato 8 settembre Gli animali del cortile Fénis Agriturismo Le Bonheur

Una mucca per amica

giovedì 12 luglio E le caprette? Gignod Azienda agricola La Petite Ferme

venerdì 13 luglio Il piccolo casaro Issime Caseificio Walser Delikatesse

venerdì 20 luglio La Fontina Valpelline Cooperativa produttori latte e Fontina

giovedì 26 luglio La vita d’alpeggio Valtournenche Alpeggio Le Mande

mercoledì 1 agosto E le caprette? Valsavarenche Azienda agricola La Chèvrerie

venerdì 3 agosto Il piccolo casaro Brusson Fromagerie Haut Val d’Ayas

martedì 7 agosto La Fontina Valgrisenche Cooperativa produttori latte e Fontina

sabato 11 agosto La Fontina Pré-Saint-Didier Cooperativa produttori latte e Fontina

mercoledì 22 agosto Il piccolo allevatore Gressoney-Saint-Jean Agriturismo Die Stobene

giovedì 6 settembre La vita d’alpeggio Doues Agriturismo Les Vieux Alpages
 

Pane, burro e allegria

sabato 21 luglio Tra forni e mulini La Magdeleine I mulini e i forni

mercoledì 8 agosto Un pane speciale, la micoula Hône La Maison du Bon Grain (Forno)

venerdì 17 agosto Il pane nero Challand-Saint-Anselme Forno di Tollegnaz

sabato 25 agosto La panificazione Donnas Fattoria didattica Lou Rosé
 

Giocare con la tradizione

martedì 26 giugno La dolce vita…delle api Rhêmes-Notre-Dame Apicoltore Saudin Giuseppe

lunedì 30 luglio Tra profumi di montagna e deliziosi biscotti La Thuile Pasticceria Artigianale Chocolat

lunedì 13 agosto Piccoli Chef crescono… Jambon de Bosses Saint-Rhémy-en-Bosses Castello di Bosses

martedì 14 agosto Piccoli Chef crescono… il lardo di Arnad Arnad Salumificio Bertolin

giovedì 16 agosto Un giorno da ape regina Gaby Azienda agricola Ceppi

Appuntamento a partire dalle 15. Le attività sono pensate per bambini dai 4 agli 8 anni e ragazzi dai 9 ai 14 anni. Il costo di iscrizione ai laboratori è di 4 euro a bambino. Informazioni e prenotazioni obbligatorie presso tutti gli Uffici del Turismo.

Per prenotare un soggiorno in Valle d’Aosta l’Ufficio Booking è a disposizione: telefono 0165.33352 – booking@turismo.vda.it.

2. Cuochi eccezionali per piatti tradizionali, invece, propone pomeriggi dedicati alla passione per la cucina per apprendere, divertendosi, metodi e tecniche per la preparazione dei principali piatti tipici della montagna valdostana. I segreti delle ricette tradizionali verranno svelati in un percorso a sorpresa dall’antipasto al dolce. Non mancheranno, strada facendo, gli assaggi, gli abbinamenti con i vini e le birre artigianali di produzione locale e le curiosità legate alle tradizioni centenarie di una cucina semplice e sincera. Gli appuntamenti saranno sette e si svolgeranno in tre agriturismo, in un’azienda agricola e nei tre birrifici presenti in Valle d’Aosta.

Ecco il calendario delle attività:

sabato 23 giugno Crespelle alla valdostana Saint-Christophe Birrificio artigianale Aosta

sabato 7 luglio La Sorsa di Verrayes Verrayes Agriturismo La Vrille

giovedì 19 luglio Polenta su fuoco a legna e fonduta Nus Agriturismo, fattoria didattica Maison Rosset

sabato 28 luglio Le frittelle di cipolle con timo selvatico Ayas Agriturismo “La Tchavana”giovedì 2 agosto La Crema di Cogne Cogne Azienda agricola Pra su Piaz

venerdì 10 agosto Risotto ai porri e Vallée d'Aoste Fromadzo DOP Aosta Birrificio artigianale B63

martedì 28 agosto La Seupa à la Vapelenentse Etroubles Birrificio artigianale Les Bières du Grand Saint Bernard

Appuntamento a partire dalle 15.30. Il costo a carico di ciascun partecipante è pari a 8,00 euro. Prenotazioni obbligatorie presso tutti gli uffici del turismo. Per maggiori informazioni e per prenotare un soggiorno in Valle d’Aosta l’Ufficio Booking è disposizione: tel. 0165.33352 – booking@turismo.vda.it. – www.lovevda.it.

3. Fascino di…vino fa invece al caso dei wine lover, a cui è data l’occasione di scoprire e degustare alcuni tra i migliori vini valdostani, conoscerne le caratteristiche e assaporarne i profumi dopo una tranquilla passeggiata nelle vigne, accompagnati dalle parole di chi quel vino lo produce e che racconterà le particolarità della produzione di montagna. I filari di viti, qui, dipingono in paesaggio da quadro fiammingo: merito della pergola valdostana, alta al massimo un metro, sorretta da particolari colonne in pietra e protetta da muri di sassi. Basta un colpo d’occhio per capire che la viticoltura valdostana è “estrema”: si fa tutto a mano, sui pendii scoscesi delle montagne, e per vendemmiare le loro particolari pergole, i contadini del luogo devono mettersi a pancia in su su appositi tavoli mobili. Tutto questo è racchiuso nel carattere dei loro vini: caparbi, seri, senza fronzoli, intensi. I rossi la fanno da padrone con il Petit Rouge nelle sue quattro versioni che occupa il 22% di tutta la produzione regionale, ma è il Fumin il vero outsider e l’emergente più trendy del momento. A spopolare, poi, ci sono anche le bollicine, soprattutto quelle di Quatremille mètres Vins d’altitude.

Ecco il calendario delle attività:

venerdì 22 giugno I colori primaverili tra i Barmet: il Donnas Donnas Caves Cooperatives de Donnas

venerdì 6 luglio Le fioriture della vigna e il Torrette Quart Maison Vigneronne Frères Grosjean

martedì 17 luglio La favola del Pinot Gris Introd Azienda Lo Triolet
 
sabato 4 agosto Il Nus Malvoisie e i colori estivi Nus Azienda Les Granges

venerdì 17 agosto Alla scoperta del Mayolet Saint-Pierre Azienda Château Feuillet

giovedì 23 agosto Dove nasce il Blanc de Morgex et de La Salle Morgex Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle

sabato 1 settembre A due passi dalla vendemmia, il Gamay Challand-Saint-Victor Azienda Gabriella Minuzzo

Appuntamento a partire dalle 16. Il costo a carico di ciascun partecipante è di 8 euro. Per maggiori informazioni e per prenotare un soggiorno in Valle d’Aosta l’Ufficio Booking è a disposizione: tel. 0165.33352 – booking@turismo.vda.it. – www.lovevda.it.

 

Vediamo ora il programma estivo di Saveurs en Musique nel dettaglio.

FORMAGGI VACCINI | 6 luglio | Maison Rosset | Nus

Terra di pascoli e verdi boschi, il formaggio è un prodotto naturale, insito nella natura della Valle d’Aosta. Tra i formaggi vaccini del paniere valdostano ecco quindi la regina Fontina Dop ma anche la Vallée d’Aoste Fromadzo Dop, il burro, il reblec, il reblec de crama, la brossa, il séras, il salignon e la toma di Grassoney. Meraviglie culinarie, perle rare tutte da scoprire.

Nel menu studiato dallo chef Elena Rosset della Maison Rosset di Nus si potrà avere un piccolo assaggio di alcuni gioielli locali: tometta fresca “de lasì di noutre vatse” con insalata Motzetta con scaglie di Fontina Dop “seizounae” e flan di “coute” con formaggi valdostani (abbinato con Valée d’Aoste Doc Nus Malvoisie); polenta “quetta dusù lo fornet” con fonduta e ravioli “de see” ed erbette “avué lo beuro colò” (Vallée d’Aosta Doc Nus Rouge); “tartiffle beuraye” (patate lesse) con selezione dei nostri formaggi vaccini (Vallée d’Aoste Doc Fumin); gelato fatto in casa con il nostro latte vaccino (Vallée d’Aoste Doc Nus Malvoisie Flértry). I vini in abbinato sono della cantina Les Granges di Gualtiero e Liana Crea.

In accompagnamento: “I luoghi e i sapori dei formaggi vaccini”, narrati da Donatella Cinà con l’intrattenimento musicale dei Trouveur Valdotèn.

Numerose sono le testimonianze sulla presenza di una fiorente attività casearia presente in Valle d'Aosta fin da tempi molto antichi. Documenti risalenti al XIII secolo parlano in modo esplicito dei formaggi prodotti in loco: il primo scritto ritrovato nell'archivio dell'ospizio del Gran San Bernardo dove compare il termine "Fontina" risale al 1717. Al Consorzio di tutela compete la marchiatura ad inchiostro di ogni forma rispondente agli standard qualitativi previsti dalla legge. La denominazione di origine protetta è stata riconosciuta il 12 giugno 1996.

Il latte impiegato per la produzione della Fontina, ricavato da vacche di razza Pezzata Rossa e Pezzata Nera Valdostana, deve essere lavorato al massimo entro due ore dalla mungitura., pena la non perfetta riuscita delle forme.

Viene utilizzato il latte di ogni singola mungitura senza alcuna scrematura. Viene posto in caldaia, fatto coagulare e lavorato ancora oggi utilizzando tecniche vecchie di secoli. Escluso è pure ogni trattamento termico (pastorizzazione) destinato a una riduzione della carica microbica. Se ne avvantaggiano sapore, aroma e qualità del formaggio. Le forme fresche vengono salate e poste nei locali di maturazione: la stagionatura dura in media 4-5 mesi, quando il prodotto assume il suo tipico gusto dolce, delicato, e la consistenza morbida e fondente della pasta. Nei primi tre mesi le forme, disposte su ripiani di legno d'abete, vengono rivoltate quotidianamente, alternando un giorno di salatura e un giorno di pulitura delle superfici con spazzole inumidite con acqua salata. Quando le forme hanno assorbito circa il 2% di sale, termina la fase di salatura a secco (più usata di quella in salamoia), mentre le regolari operazioni di pulizia della superficie continuano sino a completa maturazione. Questa, segnalata dal progressivo scurirsi della crosta fino ad assumere una tipica colorazione marrone, avviene in locali con caratteristiche peculiari. Temperatura e umidità devono essere adatte a favorire tutta una serie di trasformazioni biochimiche essenziali perché il formaggio acquisti determinate caratteristiche organolettiche (vengono spesso usati cunicoli, grotte, ex bunker militari e miniere abbandonate).

Le forme sono cilindriche e appiattite (diametro 30-45 cm e altezza 7-10 cm) Il peso medio è 8-10 kg ma può raggiungere i 18 kg. La crosta è sottile e di colore variabile dal giallo ocra al marrone scuro. La pasta è molle, ma consistente ed elastica, di colore paglierino più intenso nei formaggi prodotti in estate. Il sapore, dolce, presenta variazioni anche notevoli a seconda del grado di maturazione e dei pascoli di provenienza. E' comunque sempre delicato e mai piccante o amaro.

Le prime citazioni scritte del Valle d'Aosta Fromadzo o Vallée d'Aoste Fromadzo risalgono a metà del XV secolo. In vari documenti del XVII viene menzionato un non meglio specificato fromage commun o fromage ordinaire, mentre la più diffusa Fontina veniva chiamata Gruière. Il Vallée d’Aoste Fromadzo Dop è un formaggio prodotto ancora oggi secondo un’antica tradizione, originario dell’Alta Val d’Ayas deriva da latte munto tra i 1200 metri di quota del comune di Brusson e i 3000 ai piedi del Monte Rosa.

La denominazione di origine protetta è stata riconosciuta il primo luglio 1996. L'aspetto esterno è consistente, il colore è paglierino tendente con il tempo al grigio con eventuali sfumature rossicce. La pasta è compatta, con occhiatura sparsa di piccole e medie dimensioni Al taglio il colore si presenta bianco nel formaggio fresco, paglierino più o meno intenso in quello a prolungata stagionatura. Il sapore è semi-dolce se fresco, leggermente salato e talvolta con una punta di piccante se stagionato; ha un gradevole profumo di latte ed emergono netti i sentori aromatici delle erbe di montagna. Il latte proviene da due mungiture di vacche alimentate prevalentemente con foraggi locali freschi o affienati. Per il formaggio a tipologia semigrassa il latte viene lasciato riposare in relazione alle condizioni ambientali per un periodo variabile dalle 12 alle 24 ore, mentre per il formaggio a basso contenuto di grasso il periodo di riposo dura dalle 24 alle 36 ore prima della scrematura. A questo punto il latte viene fatto coagulare, mediante l’uso di caglio naturale, a temperatura di 34-36°C.

La cagliata viene rotta innalzando la temperatura a 45°C ; la massa che se ne ottiene viene posta in fascere ed è sottoposto a leggera pressatura cui segue il rivoltamento effettuato 3-4 volte al giorno. La salatura è effettuata a secco o in salamoia. A volte viene aromatizzato con semi o parti di piante aromatiche.

Particolare attenzione merita anche la Toma di Gressoney, lavorata direttamente negli alpeggi dell'Alta Valle del Lys, valle laterale valdostana il cui centro principale è Gressoney. È una classica toma delle Alpi a pasta cruda modellata in forme leggermente più piccole e più alte di scalzo. La tecnica è quella tipica di un formaggio vaccino semigrasso: il latte crudo della sera è lasciato riposare per 24 ore e poi scremato per affioramento. Quello del mattino subisce una lieve scrematura dopo 12 ore di sosta e viene miscelato al precedente. Poi si riscalda a 35 °C, si aggiunge caglio liquido di vitello e si lascia coagulare. Si procede quindi alla rottura fine della cagliata che, una volta estratta, si colloca in fascere di legno e si sala, generalmente a secco.

La Toma di Gressoney ha forma tonda: l'altezza dello scalzo varia dai 5 ai 12 centimetri, il diametro delle facce va dai 20 ai 30 centimetri e il peso dai 3 ai 5 chilogrammi. La crosta lavata è liscia, leggermente untuosa e ha un colore che, a seconda della stagionatura, va dal rossiccio al grigio-marrone. La pasta è leggermente occhiata e di colore giallo paglierino.

Tenera è buona, ma diventa eccellente dopo un anno e, d'altra parte, la sua tecnica di lavorazione è quella tipica dei formaggi a lunga stagionatura. Si ottiene così un formaggio con una percentuale di grassi inferiore al 23%, caratterizzato da una crosta liscia, di colore bruno chiaro e da una pasta morbida, di colore giallo paglierino, con leggera occhiatura. È ottimo servito a fine pasto, accompagnato da fette di pane casereccio, perfetto se abbinato ai tanti salumi tipici valdostani. La toma di Gressoney è diventata un Presidio Slow Food, sostenuto dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta e dal Comune di Gressoney-Saint Jean, al fine di salvaguardarne la produzione ed incentivare la tecnica a lunga stagionatura, prolungando l'affinamento, ristrutturando magari vecchie cantine.

FORMAGGI CAPRINI | 13 luglio | Auberge de la Maison | Courmayeur

In Valle d’Aosta, la produzione di formaggi prodotti con il latte di capra è limitata e sono poche le aziende casearie che ne curano la commercializzazione. Due le tipologie lavorate: a pasta molle e a pasta pressata. il processo di preparazione del formaggio a pasta molle prevede che il latte, dopo la coagulazione e la successiva rottura in piccoli grani, venga deposto nelle fascere senza essere pressato e lasciato stagionare in locali ricchi di umidità. Diversa, invece, la lavorazione di quello a pasta pressata, dove il latte viene scaldato prima leggermente e, dopo la coagulazione e la rottura della cagliata, nuovamente, per essere quindi posto in fascere, salato e rivoltato più volte nel corso della stagionatura. Si ottiene così un alimento gustoso, dal sapore particolare. Il latte di capra, apprezzato da sempre nella tradizione valdostana, veniva sovente utilizzato dalle donne per lo svezzamento dei bambini.
Una rarità, insomma, che si potrà gustare al meglio nel menu che lo chef Rocco Melchiorre del ristorante Auberge de la Maison di Courmayeur ha approntato per la serata: cremino di ricotta fresca di capra e zucchine con crostino al Viou de Tsheuvra e insalata aromatica di caprino caldo di media stagionatura all’aceto balsamico di lamponi (Vallée d’Aoste Doc Petit Arvine); chicche alla crema di petite tomme de chèvre di media stagionatura e briciole di boudin (Vallée d’Aoste Doc Torrette selezione Auberge); cotechino valdostano su patata rossa con fonduta di toma di capra stagionata aromatizzata al timo (Vallée d’Aoste Doc Torrette selezione Auberge); semifreddo di latte di capra con salsa ai frutti di bosco (Les Abeilles, vino da uve stramature). I vini in abbinato sono della cantina Les Crêtes di Charrère Costantino & C.

In accompagnamento: “I luoghi e i sapori dei formaggi caprini” narrati da Donatella Cinà con l’intrattenimento musicale di Erik Bionaz.

ORTAGGI | 20 luglio | Frantze |

Un tempo, quando la tecnologia non veniva in aiuto alla vita dell’uomo, in Valle d’Aosta, terra impervia per le coltivazioni, bisognava fare i conti con le priorità: gli orti non erano molti e nemmeno tanto grandi, perché si privilegiavano i prati da sfalcio per il fieno con cui nutrire gli animali. Per questo l’orto, nella Valée era ridotto ai minimi termini, ma carote, porri, cavoli, barbabietole e cipolle non mancavano, perché simbolo degli ortaggi di montagna e fonte fondamentale di vitamine.

Gli ortaggi della Valle d’Aosta oggi come ieri conservano una concentrazione di sapore davvero unica, un pieno di gusto di montagna che si potrà assaporare nel menu della chef Antonella Petozzi del ristorante Frante di Ayas, che vi sedurrà a suon di insalatina dell’orto con carote, mele e primo sale, zucchine e cipollotti in carpione con tris di affettati, pan brioches con erbette al beuro colò e fonduta di caprino (Vallée d’Aoste Doc Müller Thurgau); gnocchetti di ricotta d’alpeggio e spinaci gratinati al burro d’alpeggio e timo varico, vellutata di zucchine con crostini di pane alle noci e prosciutto crudo Saint-Marcel croccante (Vallée d’Aoste Doc Chardonnay élevé en fût de chêne); bracioline d’agnello con salsa alla menta e carote novelle glassate (Vallée d’Aoste Doc Syrah); bavarese al Génépy, torta di fragole di Lignod e panna (Arline, vino da uve stramature). I vini abbinati sono della cantina Maison Anselmet.

In accompagnamento: “I luoghi e i sapori degli ortaggi” narrati da Donatella Cinà con l’intrattenimento musicale dei Trouveur Valdotèn.


PICCOLI FRUTTI | 27 luglio | La Baita | Pré-Saint-Didier

Mirtilli, fragole, lamponi, more in passato erano un regalo del bosco ai pastori in cerca di una piccola “dolcezza” oppure rappresentavano un completamento dell’orto per arricchire macedonie o per preparare qualche confettura. Oggi, invece, in Valle d’Aosta si pensa anche al commercio, seppur limitato, di piccoli frutti: si raggiungono circa 9 ettari di superficie coltivata, suddivisi in una settantina di aziende di varia grandezza, con una produzione media stimata di 1-2 kg per metro quadrato. Le piantagioni sono dislocate su tutto il territorio regionale partendo da un’altitudine di circa 400 metri per arrivare a 1700-1800 metri di quota.

Nicola Ricciardi, chef del ristorante La Baita di Pré-Saint-Didier, darà un assaggio di quel magico mondo che sono i piccoli frutti, con abbinamenti che talvolta sorprenderanno: cervo affumicato con frittelle di pane al Certosino e confettura di more (Vallée d’Aoste Doc Pinot Gris); baccalà ai filetti di peperone in misticanza di insalatine novelle condite con vinaigrette ai ribes di La Salle (Vallée d’Aoste Doc Chardonnay); risotto al “Vallée d’Aoste Doc Petite Arvine” mantecato alle fragoline di bosco della Valdigne e foglioline di mentuccia (Müller Thurgau Brut Foiies vino spumante); sella di capriolo ai mirtilli di Saint-Denis con insalatina di cavolo cappuccio all’olio di noci su schiacciatina di trifolla du Grand St. Bernard (Vallée d’Aoste Doc Torrette Supérieur); piccola millefoglie ai lamponi di Gressan con salsa al Génépy (Vallée d’Aoste Doc Muscat Petit Grain). I vini in abbinato sono della Cave des Onze Communes. In accompagnamento: “I luoghi e i sapori dei piccoli frutti” narrati da Donatella Cinà con l’intrattenimento musicale del duo Monetta-Domatti.

CARNE VALDOSTANA | 3 agosto | Cré Forné | Ayas
Protetta e, nello stesso tempo, isolata dalla catena alpina, la Valle d’Aosta per questo ha mantenuto pressoché inalterato il suo patrimonio gastronomico, basato quasi esclusivamente su prodotti locali: per questo per la Vallée si potrebbe quasi palare di autarchia culinaria che rendeva necessaria la conservazione domestica della carne dei rari animali che venivano macellati, in genere all’inizio dell’inverno. Oggi, la carne valdostana ha origine da una filiera certificata che garantisce che gli animali siano figli di bovini iscritti al Libro Genealogico della Razza Valdostana, selezionati nelle aziende registrate all'anagrafe regionale del bestiame e delle aziende di allevamento della nostra regione. Proviene da un modello di agricoltura di tipo tradizionale ed ecocompatibile e le aziende degli allevatori sono professionalmente e tecnologicamente adeguate. I capi vengono allevati in maniera rispettosa delle esigenze fisiologiche degli stessi, attenti al loro benessere e nel più ampio rispetto dell'ambiente. Potete scegliere la carne valdostana per tantissimi motivi, ma soprattutto perché è buona.

Lo dimostra anche il menu dello chef Simone Vacchino del ristorante Cré For

 

Posted on 16 marzo 2012 in comunicati stampa, Valle d'Aosta

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