PREVEDERE GLI EVENTI SISMICI CON IL RADON?

IL PERICOLOSO GAS DA CUI PROTEGGERE LA NOSTRE CASE POTREBBE AIUTARE NELLA PREVENZIONE DEI TERREMOTI

Il dibattito sulle misurazioni del pericoloso gas Radon come indizio per prevedere terremoti e una necessaria attenzione per l’edilizia antisismica. Proteggersi dal Radon resta una delle priorità del costruire bene, e per farlo servono prodotti specifici come la barriera sicura DELTA®-RADONSPERRE di Dörken.

A quasi due settimane dal sisma che ha colpito il Centro Italia lo scorso 24 agosto, inizia anche il momento delle riflessioni post emergenza immediata, mentre si dibatte sull’edilizia antisismica riemerge anche la ricerca sulla correlazione tra emissioni di gas Radon e i terremoti.

Il Radon, gas pericoloso e molto comune nel nostro terreno, oltre che possibile precursore dei terremoti è però anche una minaccia da cui proteggere sempre le nostre abitazioni.

Il rapporto tra emissioni di Radon e terremoti esiste, questo gas è infatti presente in quantità variabili nel sottosuolo, così la compressione e le microfratture che avvengono durante le ore antecedenti un terremoto possono liberare il Radon nell’atmosfera con i conseguenti rilevamenti di innalzamento nei livelli di gas registrati nelle aree coinvolte.

Le scosse si potrebbero prevedere in anticipo, monitorando le emissioni di Radon nelle rocce dei territori a rischio. A sostenere questa teoria del Radon come indicatore di un prossimo sisma è Giampaolo Giuliani, ex tecnico dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, noto dai tempi del terremoto dell’Aquila, che sostenne di aver previsto il sisma grazie all’analisi del gas Radon emesso lungo la faglia. Anche in questa occasione il tecnico ha assicurato di aver previsto il terremoto in Marche e in Lazio, a prova di quanto detto avrebbe pubblicato sulla sua pagina Facebook alcuni grafici che mostrerebbero un picco nelle emissioni a poche ore dalla scossa fatale.


La comunità scientifica è però molto scettica a riguardo e la teoria di Giuliani ha sempre ricevuto forti critiche dagli esperti del settore. «Quello che misura, probabilmente, è solo rumore di fondo, normali fluttuazioni statistiche che non hanno alcun significato – ha dichiarato a Wired Alessandro Amato, ricercatore del Centro nazionale terremoti all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) – i grafici che continua a distribuire in occasione di qualche nuovo terremoto, come quelli pubblicati su Facebook in seguito a quello del 24 agosto, coprono sempre un arco temporale troppo corto per avere qualche rilevanza. In questo modo, un qualche picco di emissioni lo trova sempre, ma servirebbero serie statistiche molto più lunghe per dimostrare davvero di aver scoperto qualcosa».

Da anni si studia la possibilità di utilizzare il Radon come “detector sismico, ma i risultati non sono finora sufficienti.

Nel 2010 uno studio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e dell’università Roma Tre, ha consentito di isolare gli effetti prodotti dalla deformazione di una roccia sulla variazione del rilascio del gas Radon prima di un terremoto ed è emerso come le emissioni di Radon nelle condizioni che precedono un terremoto possano variare a seconda del tipo di roccia esaminata. Per un modello predittivo efficace e attendibile servono ancora anni di ricerca e soprattutto risultati da esaminare, insieme ad altri precursori sismici: le variazioni della resistività elettrica, della velocità di propagazione delle onde sismiche e del sollevamento del suolo.

In attesa che teorie e studi vengano verificati o smentiti è però fondamentale concentrarsi su un’edilizia antisismica efficace e preventiva.

Costruire bene è uno degli imperativi della futura fase di ricostruzione e deve riguardare tutti gli aspetti della casa: dalla sismica all’isolamento termico e acustico così come la protezione dall’umidità e dalla minaccia invisibile proprio del Radon, oggi possibile grazie a DELTA®-RADONSPERRE.

SCARICA QUI LE FOTO A CORREDO IN ALTA RISOLUZIONE

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La soluzione firmata Dörken combatte questo gas altamente nocivo, inerte, inodore, incolore e radioattivo che penetra nelle abitazioni dal suolo sottostante, senza manifestarsi ai sensi degli abitanti, esposti così a una silenziosa contaminazione a lungo termine.

Una sostanza che nasce per decadimento dell’Uranio e si disperde velocemente all’aperto ma si può insinuare nelle case attraverso fenditure e crepe, pericolosa e dannosa tanto che sembra si possa ricondurre all’esposizione prolungata al Radon la responsabilità di circa il 10% dei casi di cancro ai polmoni.

Un pericolo per la salute, da cui difendersi attraverso la posa diretta sulla soletta di fondazione di DELTA®-RADONSPERRE che forma una barriera sicura contro la minaccia del Radon e inoltre protegge la struttura dall’umidità ascendente delle murature e dall’acqua d’infiltrazione proveniente dal terreno.

Con DELTA®-RADONSPERRE la casa respira ed è protetta, una soluzione ideale che unisce l’efficacia di una barriera al Radon ai vantaggi di una corretta gestione della ventilazione del controllo del vapore.

Uno strato in poliolefina, estremamente resistente e durevole, che, accoppiato con un sistema di drenaggio perimetrale, crea una corsia preferenziale per l’evacuazione del Radon verso l’esterno e allo stesso tempo riesce ad annullare le noiose conseguenze dell’umidità.

Oltre a questi vantaggi, DELTA®-RADONSPERRE aiuta anche nella fase di getto del calcestruzzo ponendosi come idoneo strato impermeabile di separazione e inoltre, grazie alla sua composizione fisica, se posto sotto l’isolamento termico, può fungere da valido strato di protezione al vapore.

  • Facile e veloce da posare, DELTA®-RADONSPERRE è presente sul mercato nel comodo formato in rotolo da 1,5 m e si riconosce per la sua superficie esterna ruvida e quadrettata, presente su entrambi i lati, che rende il prodotto antiscivolo e ne migliora l’aderenza a tutti i tipi di superficie e ne ottimizza l’adesione con la malta.
  • Un materiale flessibile e pieghevole che si adatta facilmente ad angoli e spigoli e non si fessura nemmeno nelle difficili condizioni determinate da basse temperature. Compatibile con i prodotti bituminosi, con i suoi 0,4 mm di spessore il prodotto garantisce notevole robustezza sia alle sollecitazioni di trazioni longitudinali e trasversali – 150 N/ 5 cm (DIN 16726) sia all’allungamento alla rottura – > 100% (DIN 16726). DELTA®-RADONSPERRE non si degrada, resiste all’azione nociva dei raggi UV e si può vantare della certificazione di prova anti-Radon SP RADON.

 

PRINCIPALI DATI TECNICI:

Materiale: Poliolefina nera, bitume friendly

Superficie: quadrettata ruvida

Spessore: ca. 0,4mm

Peso: ca. 280g/m2

Dimensioni: 4 x 25 m

Resistenza: protetto UV, compatibile con il bitume

Colonna d’acqua: 4 m, 72h

Comportamento alla piegatura a freddo: nessuna rottura, nessuna fessura (DIN 16726)

Comportamento alla pressione dell’acqua: nessuna porosità (DIN 16726)

Resistenza alla trazione trasversale: ca. 150 N/5 cm

 

> IL RADON

Il Radon è un gas radioattivo, cancerogeno, di origine naturale, proveniente dal decadimento dell’Uranio e del Radio presenti nella crosta terrestre. È molto comune e lo si trova in quantità variabili soprattutto nei sottosuoli in cui sono presenti granito, pozzolana e tufo. Anche i materiali da costruzione emettono Radon e possono, in alcuni casi, contribuire ad aumentarne la concentrazione. Nell’atmosfera si disperde rapidamente e non raggiunge quasi mai elevate concentrazioni, ma nei luoghi chiusi (case, scuole, negozi, ambienti di lavoro, ecc.) può arrivare a concentrazioni tali da rappresentare un rischio per l’uomsi stima, infatti, che dei 31mila casi registrati in un anno in Italia di tumore polmonare, circa l’11% sia attribuibile al Radon.

La sua unità di misura è il Bq/ m3 (Bequerel per metro cubo) che rappresenta il numero di trasformazioni nucleari che ogni secondo sono emesse in un metro cubo di aria. La Commissione Europea, con la raccomandazione 143/Euratom del 1990, ha fissato dei valori di riferimento della concentrazione di Radon: nelle abitazioni 400 Bq/m3 (per edifici esistenti) e 200 Bq/m3 (per edifici da costruire) oltre i quali è necessario intervenire.

Tra gli anni ’80 e ’90 in Italia è stata realizzata dall’Istituto Superiore della Sanità un’indagine nazionale sull’esposizione al Radon nelle abitazioni: il valore della concentrazione media è risultato pari a 70 Bq/m3, più elevato rispetto alla media europea (59 Bq/m3). Nelle varie regioni esiste poi una situazione molto diversificata, con concentrazioni medie che vanno da poche decine di Bq/m3 fino a oltre 100 Bq/m3 e singole abitazioni che arrivano fino a migliaia di Bq/m3.

Posted on 6 settembre 2016 in comunicati stampa, Dorken

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